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Donne in auto

“Donne e motori… gioie e dolori”. “Donna al volante, pericolo costante”. Ci sono alcuni detti popolari e luoghi comuni che dipingono il gentil sesso come inadatto alla guida dell’automobile.

L’origine dei proverbi sembrerebbe essere radicata nell’immaginario collettivo che vede il popolo femminile destreggiarsi con maggiore difficoltà fra parcheggi e manovre che richiedono un elevato grado di precisione.

Secondo una recente indagine condotta dall’agenzia dei trasporti britannica, le donne avrebbero effettivamente bisogno di più ore di addestramento rispetto agli uomini per ottenere la patente di guida e impiegherebbero anche più tempo in media nel portare a termine un parcheggio.

Il cervello maschile sembrerebbe essere maggiormente predisposto al calcolo immediato delle manovre essenziali a un parcheggio ben fatto.

In compenso sarebbe, però, più incline a infrangere i limiti di velocità e sicurezza ed avrebbe uno stile di guida troppo aggressivo.

Questi dati vengono confermati anche dall’ultima ricerca DirectLine, in base alla quale risulta che il 60% del gentil sesso motorizzato non ha mai avuto incidenti, in pratica quasi 2 donne su 3. Gli uomini, invece, sono molto più indisciplinati: la percentuale scende al 40%.

A difesa degli uomini bisogna dire che in una recente ricerca effettuata a Milano dall’osservatorio Linear alla domanda “Donne sicure e abili al volante come gli uomini?”, i milanesi hanno risposto di si. In particolare per il 67% degli intervistati non vi è alcuna differenza al volante fra uomo e donna, e anzi, per un ulteriore 10% , è la donna ad essere migliore alla guida.