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Buche della strada e risarcimenti

Nel 2006 venivano impiegati 44 milioni di tonnellate di asfalto per la manutenzione delle strade italiane. Oggi se ne utilizzano solo 21. Basta questo dato per capire che lo stato delle nostre strade non è esattamente ai massimi livelli. Così capita spesso di finire con l’auto dentro una buca, danneggiando cerchio e pneumatico o anche qualcosa in più.

Il Comune o l’Ente proprietario della strada è obbligato a curarne la manutenzione così come dispone l’art. 14 del Codice della Strada (D.Lgs n. 285 del 1992). Esiste quindi la possibilità di chiedere il risarcimento del danno. La richiesta presuppone la prova della dinamica del fatto e dell’esistenza di un rapporto di custodia tra l’Ente e la strada.

E’ importante, specialmente nell’immediatezza del sinistro, seguire alcuni piccoli suggerimenti:

Avvisare le Autorità

E’ la prima cosa da fare che si tratti di Polizia Locale, Polizia Stradale o Carabinieri. Le Autorità accerteranno la presenza della buca, prima che venga coperta dalle imprese di manutenzione stradale. Verificate che vengano verbalizzate le dimensioni della buca, la profondità, e la posizione della stessa rispetto alla carreggiata. Questi elementi saranno utili nel caso in cui la compagnia di assicurazioni negasse il risarcimento del danno.

Fotografare

Scattate una serie di fotografie, anche con il cellulare, che dimostrino la presenza della buca, delle sue dimensioni e della posizione rispetto alla carreggiata. E’ importante che le foto descrivano in modo esaustivo le condizioni in cui si è verificato il sinistro. Quindi oltre alla buca in primo piano, fate qualche inquadratura più ampia che rappresenti bene lo scenario. Scattate foto anche se è stato richiesto l’intervento delle autorità. Saranno un’ulteriore elemento di prova per dimostrare il nesso di causa.

Testimoni

Qualora non fosse possibile richiedere l’intervento delle autorità, oppure le stesse impieghino parecchio tempo ad arrivare, è importante ricercare in prossimità del luogo del sinistro, alcuni testimoni oculari che possano confermare la presenza e le caratteristiche della buca;

Riparazione del veicolo

Dato che la richiesta del risarcimento seguirà un iter piuttosto lungo, si può procedere alla riparazione dell’auto. Il riparatore oltre a scattare fotografie durante le fasi del lavoro, conserverà le parti danneggiate affinché il perito della compagnia assicurativa dell’Ente proprietario della strada ne possa prendere visione. E’ inoltre fondamentale che venga emessa regolare fattura, unico documento che attesti l’avvenuta riparazione del veicolo.

 


La richiesta di risarcimento

  • inviare una raccomandata alla sede legale dell’Ente proprietario della strada (o dell’Ente che ne ha la gestione)
  • nel caso in cui l’Ente deleghi la propria Compagnia Assicuratrice per la gestione del sinistro, seguire l’iter di liquidazione della Compagnia

Che cosa si deve specificare

  • le generalità del danneggiato o del soggetto che richiede il risarcimento
  • le circostanze, la data, l’ora e il luogo nel quale è avvenuto il sinistro
  • la dinamica del sinistro
  • la tipologia e l’entità dei danni subiti (allegando la relativa documentazione a supporto della richiesta)
  • il nominativo dei testimoni
  • se sono intervenute autorità di pubblica sicurezza, chiarendo se nella circostanza veniva redatto un verbale di intervento
  • se sono intervenute autorità sanitarie.

La richiesta di risarcimento può essere presentata in proprio seguendo in prima persona la pratica o attraverso un legale di fiducia

 

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Donne in auto

“Donne e motori… gioie e dolori”. “Donna al volante, pericolo costante”. Ci sono alcuni detti popolari e luoghi comuni che dipingono il gentil sesso come inadatto alla guida dell’automobile.

L’origine dei proverbi sembrerebbe essere radicata nell’immaginario collettivo che vede il popolo femminile destreggiarsi con maggiore difficoltà fra parcheggi e manovre che richiedono un elevato grado di precisione.

Secondo una recente indagine condotta dall’agenzia dei trasporti britannica, le donne avrebbero effettivamente bisogno di più ore di addestramento rispetto agli uomini per ottenere la patente di guida e impiegherebbero anche più tempo in media nel portare a termine un parcheggio.

Il cervello maschile sembrerebbe essere maggiormente predisposto al calcolo immediato delle manovre essenziali a un parcheggio ben fatto.

In compenso sarebbe, però, più incline a infrangere i limiti di velocità e sicurezza ed avrebbe uno stile di guida troppo aggressivo.

Questi dati vengono confermati anche dall’ultima ricerca DirectLine, in base alla quale risulta che il 60% del gentil sesso motorizzato non ha mai avuto incidenti, in pratica quasi 2 donne su 3. Gli uomini, invece, sono molto più indisciplinati: la percentuale scende al 40%.

A difesa degli uomini bisogna dire che in una recente ricerca effettuata a Milano dall’osservatorio Linear alla domanda “Donne sicure e abili al volante come gli uomini?”, i milanesi hanno risposto di si. In particolare per il 67% degli intervistati non vi è alcuna differenza al volante fra uomo e donna, e anzi, per un ulteriore 10% , è la donna ad essere migliore alla guida.

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Incidenti senza assicurazione

Recenti indagini rivelano che il numero dei veicoli circolanti senza la copertura per la responsabilità civile obbligatoria (RCA) sembra aver toccato l’impressionante cifra di quattro milioni di unità. Tenendo conto che il totale dei veicoli ammonta a circa quaranta milioni, il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti e costituisce un problema sociale per il nostro paese.

Sono mine vaganti che, se coinvolte in un incidente, creano enormi disagi alle vittime e pesano sulle spalle di tutti coloro che l’assicurazione, invece, la pagano. È importante quindi sapere che, quando in Italia venne introdotto l’obbligo di assicurarsi, con la medesima legge fu istituito il Fondo di garanzia per le vittime della strada, sotto controllo governativo ed alimentato dalle compagnie di assicurazioni che esercitano il ramo Rca.

Questo fondo non solo fa fronte ai danni prodotti dai veicoli non identificati (i cosiddetti pirati della strada), ma risarcisce anche i danni provocati da chi circola sprovvisto di adeguata assicurazione. Pertanto, con i suoi mezzi economici, tutela l’aspettativa dei danneggiati. Per fare ciò però è necessario avviare una vertenza in cui l’assistenza di un avvocato é preziosa, se non necessaria.

Se ti interessa approfondire l’argomento consulta le pagine della Consap S.P.A. Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici.

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Il cane in auto

Cosa dice la legge?

“(…) È vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.”

Così recita l’Art. 169 del nuovo codice della strada – Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore.
La sanzione per chi viola questa norma del codice della strada è una multa tra 84 e 335 euro con il rischio della decurtazione di un punto dalla patente.

In parole povere I cani in auto devono stare separati dal guidatore. Le norme in proposito considerano l’animale un “bagaglio” che potrebbe, se non ben custodito, provocare intralcio o distrazione all’autista oppure essere proiettato in avanti a causa di una frenata improvvisa con conseguenze immaginabili.

Il kennel rigido (trasportino)

È ritenuto tra i mezzi più efficaci per il trasporto di un cane in macchina. Se ben fissato è un valido aiuto in caso di incidente o di una brusca frenata per evitare che il cane si faccia male o che diventi un pericolo per i passeggeri.
Il kennel va scelto della giusta misura. Quella che permetta al cane di alzarsi in piedi e di girarsi agevolmente senza restare incastrato. Uno spazio troppo ampio, oltre ad essere poco contenitivo in caso arresti improvvisi, inficerebbe anche la sensazione di sicurezza che il cane riceve dall’avere sotto controllo il perimetro che lo circonda, ovvero di poterlo agevolmente toccare e annusare.
Come per ogni cosa, anche l’utilizzo corretto del kennel deve avvenire a piccoli passi. Un corretto avvicinamento porta sicurezza nel cane, che riconosce il kennel come un luogo di “protezione” dove potersi rilassare.

La cintura di sicurezza per cani

L’imbragatura si fissa alla cintura di sicurezza a tre punti già installata sulla macchina e costituisce un valido aiuto sul fronte della sicurezza.
I sistemi ben studiati consentono di far scendere il cane dall’auto con una semplice manovra e di agganciare un normale guinzaglio all’anello dell’imbragatura. Esistono in commercio cinture di diverse taglie, per offrire un’adeguata protezione a cani di peso compreso tra 7 e 40 chilogrammi.
Anche per questa soluzione, il cane avrà bisogno di un periodo di adattamento, durante il quale un bravo padrone insegnerà al compagno di viaggio a familiarizzare con questa nuova imbragatura.

Nel bagagliaio con griglia divisoria

È sicuramente la modalità di trasporto più usata grazie alla sua comodità. Solitamente è anche il luogo della macchina che il cane predilige ed il più facile per abituarlo a stare in auto, magari allestendo lo spazio con una coperta o un cuscino. Di contro, l’ampio spazio a disposizione e l’assenza di mezzi fisici di trattenuta rendono questa modalità di trasporto meno efficace per la sicurezza del cane.

Questione di abitudine

il cane va educato a viaggiare in auto. Meglio farlo sin da quando è cucciolo facendolo salire alcune volte senza accendere il motore per familiarizzare con il nuovo ambiente. In seguito potrete percorrere tratti brevi verso una destinazione piacevole ad esempio un parco. Fate in modo che il veterinario non sia la sua prima destinazione!
Meglio trasportare il cane quando è a digiuno e, una volta abituato a viaggi più lunghi, portare una ciotola per l’acqua e fare soste frequenti per fargli sgranchire le zampe e dissetarsi. Infine niente muso fuori dal finestrino per evitare colpi di aria e fastidiose otiti.

Un’ultima raccomandazione: non lasciate il cane sull’auto in sosta nei mesi caldi, anche se all’ombra. La possibilità del colpo di calore con conseguente collasso cardio-circolatorio è molto alta, e in molti casi può portare l’animale alla morte.
Negli altri mesi dell’anno qualora venisse lasciato per brevi periodi sulla vettura è necessario lasciare i finestrini semiaperti per permettere la corretta circolazione d’aria.

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Sicuri e connessi. Per legge.

e-Call

Si chiama e-Call. Entro il 2018 tutte le automobili immatricolate nell’Unione Europea dovranno esserne dotate. Lo ha recentemente stabilito l’Aula di Strasburgo a larga maggioranza, chiudendo l’iter legislativo europeo.

Si tratta di un sistema di sicurezza in grado di allertare automaticamente i soccorsi in caso di incidente stradale grave effettuando una chiamata d’emergenza al 112. In questo modo, le informazioni trasmesse, consentirebbero di conoscere dati importanti per organizzare al meglio le operazioni di soccorso necessarie.

Su tutte le auto

E-Call dovrà essere installato di serie su automobili e furgoni leggeri entro il 31 marzo 2018. Si valuterà, nei tre anni successivi, la possibilità di estendere l’obbligo anche ad altre tipologie di veicoli come camion, autobus e pullman.

Ce lo chiede l’Europa

Gli incidenti, secondo una nota dell’Europarlamento, hanno causato in UE la perdita di 25.700 vite nel 2014 e potrebbero ridursi, con l’adozione di e-Call, del 10% l’anno.

«L’utilizzo in tutta l’Ue del sistema di emergenza e-Call a bordo dei veicoli contribuirà a migliorare la sicurezza stradale in tutti i 28 Stati membri. Il Parlamento europeo ha più volte evidenziato che la riduzione di morti e della gravità delle lesioni sulle strade rappresenta la sua priorità. L’e-Call come servizio pubblico – gratuito per tutti i cittadini, a prescindere dal tipo di veicolo o il suo prezzo di acquisto – contribuirà a questo obiettivo comune». Sono le parole della relatrice Olga Sehnalová, europarlamentare del Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici.

E la privacy?

Non mancano le polemiche sulla violazione della privacy. In realtà i dati forniti al momento della chiamata dovranno limitarsi ad informazioni minime come il tipo di veicolo, il combustibile utilizzato, l’orario e la posizione esatta e il numero di passeggeri. Inoltre la normativa vieta il trasferimento dei dati acquisiti dai centri di emergenza a terzi senza l’esplicito consenso delle persone interessate. Infine i produttori della tecnologia e-Call dovranno garantire la possibilità di cancellazione totale e permanente delle informazioni acquisite.

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Piccolo è bello. Parola di ladro.

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Le più desiderate dai ladri

In Italia le automobili più ambite dai ladri continuano ad essere le medio-piccole. Al primo posto nella classifica dei furti compiuti nel 2014 troviamo la Fiat Panda (11.813 furti), seguita da Fiat Punto (9.855), Fiat Cinquecento (6.805), Lancia Y (4.439) e Fiat Uno (4.267). Vengono sottratte generalmente per compiere ulteriori reati come furti e rapine o per la vendita di pezzi di ricambio. Le auto di gamma medio-alta invece si rubano “su commissione” o per essere rivendute all’estero. Ce lo dice una ricerca di Viasat Group in occasione dell’uscita della 10ª Guida alla Sicurezza Stradale presentata il 29 Aprile a Roma.

Qualche numero in più

Vengono rubate 12 auto ogni ora. Secondo gli ultimi dati disponibili della Direzione Centrale della Polizia Criminale nel 2014 ne sono state rubate 107.383. Il dato positivo è che il trend è in discesa: 4.772 furti in meno rispetto all’anno precedente. La Campania è la regione con il più alto numero di furti all’anno (20.982) seguita da Lazio (18.315), Puglia (15.546) Sicilia (15.389) e Lombardia (14.221). Per quanto riguarda la classifica delle province Roma si conferma la capolista, così come l’anno precedente (16.923 furti). Seguono la provincia di Napoli (15.683), di Milano (8.503), di Catania (7.280) e di Bari (6.452)

A volte ritornano al prorietario

Nel 2014 sono state ritrovate 46.461 auto rubate, il 43% del totale. Se si vuole guardare al lato positivo sono il 2% in più rispetto all’anno precedente. I numeri, secondo la Guida alla Sicurezza di Viasat, dimostrerebbero come negli anni si siano fatti notevoli passi avanti grazie a tecniche investigative sempre più evolute e alla maggiore diffusione della telematica satellitare in tema di antifurto.

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Il telefonino causa il 20% degli incidenti

il 20% degli incidenti stradali è causato dall’uso del telefonino mentre si è alla guida. Per la precisione il 20,1%. Il numero è imponente. Basti o pensare che supera la guida in stato di ebbrezza e l’eccesso di velocità. Ce lo rivela una ricerca DAT-Italia azienda leader nell’elaborazione dei dati dei listini prezzi delle automobili. La ricerca ha evidenziato che, nella sterminata lista di accessori di serie presenti nelle nostre auto, il vivavoce è quasi sempre assente. E’ inserito insieme ad altri accessori in dispendiosi pacchetti optional oppure viene fatto pagare profumatamente a parte.

E’ sorprendente constatare che un accessorio così importante per la sicurezza sia oggetto di politiche di marketing. Tanto più se si pensa che i costi in gioco non sono così alti: ormai altoparlanti e stereo ci sono su tutte le macchine.

fonte: dat-italia